lunedì 12 settembre 2016

IL BAZAR DEI BRUTTI SOGNI ("The Bazar of Bad Dreams", 2015), di Stephen King [Sperling & Kupfer ed., 2016; a cura di Loredana Lipperini. Traduzioni di Giovanni Arduino, Chiara Brovelli, Alfredo Colitto, Christian Pastore. Pag.491. Per la copertina: Jonathan Bush (grafica), Nicolas Obery (illustrazione)] 

 




In breve: Diciotto racconti e due poemetti narrativi per una raccolta davvero bella e coinvolgente. Non si considerino i poemetti come un’indebita intrusione, perché in realtà – da sempre – Stephen King la poesia l’ha messa ovunque, anche laddove potrebbe non sembrare.



I racconti:



MIGLIO 81
Un mostro bizzarro di incerta provenienza compare improvvisamente sull’autostrada, nei pressi di un’area di servizio abbandonata: la forma che ha assunto è quella di una vecchia auto infangata, lo scopo che si prefigge – con ogni evidenza – è quello di mangiare. Contro di lui alcuni adulti non hanno scampo, ma un paio di ragazzini svegli se la cavano infinitamente meglio. Chissà cosa scriveranno i poliziotti nei loro verbali…


PREMIUM HARMONY

La morte ti può cogliere all’improvviso, quando hai appena finito di litigare con tuo marito per banali questioni, mentre ti dirigi a fare piccoli acquisti al centro commerciale. Per un paio d’ore la tua dipartita sarà forse la notizia del giorno, oggetto di dibattito e di cordoglio passeggero per perfetti sconosciuti: poi la vita tornerà a scorrere normalmente. E magari nel frattempo anche il tuo cane ci sarà rimasto secco.


UNA RISSA PER BATMAN E ROBIN

Dougie Sanderson, ormai sessantunenne, continua a prendersi cura dell’anziano padre, malato di Alzheimer; l’uomo vive in una struttura protetta, ma Dougie fa in modo di portarlo fuori a pranzo almeno un paio di volte la settimana. La memoria di quell’uomo che nel corso della sua vita era riuscito a tirarsi su dal niente è ormai molto difettosa; a tratti però riemerge il ricordo felice di una festa di Halloween, quando lui e il figlio si erano mascherati da Batman e Robin. In occasione di una rissa stradale, quel ricordo porterà con sé notevoli conseguenze.


LA DUNA

Una distesa sabbiosa su di un isolotto che sorge nel bel mezzo del golfo della Florida manifesta una strana magia, della quale è a conoscenza solo il giudice Harvey L.Beecher. Da generazioni la sua famiglia possiede l’isola e ormai prossimo ai novant’anni, non più in perfetta salute, il Giudice desidera disporre del luogo nel proprio testamento. Chiamato in causa per redigerlo, l’avvocato Anthony Wayland scopre che forse l’anziano signore non è l’unico a doversi preoccupare del tempo che passa.


IL BAMBINO CATTIVO

George Hallas, condannato a morte per aver ucciso un ragazzino sparandogli sei colpi di pistola, racconta al proprio comprensivo avvocato l’effettiva storia di quel delitto. Se George non è pazzo, e sta dicendo la verità, la sua condanna all’iniezione letale è una tragica (ma ormai irrimediabile) ingiustizia. E in futuro anche l’avvocato avrà di che preoccuparsi.


UNA MORTE

Fine del XIX secolo, inverno. Il nero Jim Trusdale viene arrestato con l’accusa di aver ucciso Rebecca Clay, una bambina di soli dieci anni, per rubarle il dollaro d’argento da lei ricevuto come dono di compleanno. Tutto il paese ritiene Trusdale colpevole e al termine di un regolare ma brevissimo processo una giuria lo condanna all’impiccagione. Solo lo sceriffo Barclay nutre qualche dubbio fastidioso: l’epilogo della storia lo metterà però di fronte alla più triste delle evidenze.

[In questo blog disponibile anche la recensione estesa del racconto]

LA CHIESA D’OSSA

Non un vero racconto, bensì un poemetto narrativo.
La rievocazione – da parte dell’unico superstite – della spedizione organizzata per cercare un favoloso tesoro si tramuta nella tormentosa ammissione di irrimediabili sensi di colpa, e di un fallimento che è quasi frutto di una maledizione. 

MORALE

Assecondando pericolosamente le proprie necessità, e il reverendo George Winston, che indossa le vesti di diavolo tentatore, la giovane Nora e il marito Chad, discretamente spiantati, scoprono che i soldi (tanti soldi…) sono una cosa buona soltanto se è buono anche il modo in cui ce li si procura.


ALDILA’

William Andrews soccombe al cancro che lo ha tormentato per diciotto mesi e scopre che la vita dopo la morte esiste sul serio: in fondo però la cosa non è grandiosa come si potrebbe pensare. Volendo si può tornare a nascere, ripercorrendo tutte le tappe dell’esistenza già vissuta (magari più volte). Rimane solo la speranza – insopprimibile ma quasi certamente destinata a rimanere delusa – di riuscire a cambiare i momenti negativi, gli errori, le sofferenze.


UR

Per mezzo di uno strano lettore Kindle, frutto di un’errata spedizione, il mite insegnante di letteratura Wesley Smith entra in contatto con qualche milione di universi alternativi e con la possibilità di conoscere il futuro. Cose entusiasmanti e per certi versi addirittura utili, ma anche inquietanti e variamente pericolose.
Nel racconto compaiono richiami alla saga de La Torre Nera.


HERMAN WOUK E’ ANCORA VIVO

Phil Henreid e Pauline Enslin, anziani ma vitalissimi poeti che stanno facendo un picnic in un’area di sosta sull’autostrada, assistono ad uno spaventoso incidente automobilistico nel quale perdono la vita due donne e sette bambini. Forse (a differenza del lettore) non sapranno mai quanta grigia disperazione lo ha provocato. Loro però – al pari dell’ormai decrepito scrittore Herman Wouk – continueranno a vivere, nel senso più pieno del termine.


GIU’ DI CORDA

Bradley Franklin è un pubblicitario di successo; il suo lavoro gli piace, vive a New York, in una bella casa nell’Upper West Side con l’amatissima moglie Ellen e un cane di nome Lady, e apparentemente non potrebbe desiderare nulla di più.

L’uomo però nasconde un “piccolo” segreto, e la cosa più inopportuna è che lo nasconde non solo agli altri ma anche a sé stesso. Alla fine però dovrà prendere atto che l’immaginazione, per quanto forte, non è sufficiente a modificare la spiacevole e amara realtà.


BLOCCO BILLY

Intervistato dal famoso Stephen King (che ha goduto un sacco nel mettersi come personaggio nel proprio racconto) George Grantham, anziano e ormai malandato ex coach di una squadra di baseball non più esistente, rievoca una strana stagione degli anni Cinquanta. La stagione in cui il talentuoso William Blakely (più tardi soprannominato Blocco Billy per la sua singolare capacità di eliminare gli avversari) si unì ai Titans del New Jersey nel ruolo di ricevitore.


MISTER YUMMY

Dave Calhoun e Ollie Franklin, anziani ospiti di una lussuosa casa di riposo, aspettano senza timore e senza dolore la fine inevitabile – e presumibilmente molto prossima – delle loro vite. Hanno molti ricordi, non tutti piacevoli, ma ben pochi rimpianti; malgrado le numerose difficoltà attraversate nel corso delle loro lunghe esistenze, vivono un presente assolutamente pacificato ma non passivo. E riusciranno entrambi, benché ciascuno a suo modo, a vedere la Morte come qualcosa di bello e sensuale, nostalgico eppure appagante.


TOMMY

Poemetto narrativo a verso libero.

Attraverso il ricordo del funerale di un ragazzo di nome Tommy, la rievocazione disincantata, nostalgica e affettuosa degli anni Settanta. Quando non necessariamente si moriva per droga, alcol, suicidio o a causa della guerra del Vietnam, ma (anche) per una “semplice” leucemia.

Quando gli amici sentivano la tua mancanza, e – almeno un po’ – si mettevano ad aspettare il loro turno. 

IL PICCOLO DIO VERDE DEL DOLORE

Il ricchissimo signor Newsome, sopravvissuto ad un incidente aereo, è da mesi alle prese con una dolorosa riabilitazione fisica. La sua infermiera, Catherine McDonald, pensa che l’uomo – abituato ad averla vinta su ogni argomento – si stia semplicemente rifiutando di impegnarsi a fondo per guarire. Newsome invece sostiene che contro le sue sofferenze la medicina sia ormai impotente. Convoca quindi il reverendo Rideout, un esperto “esorcista del dolore”. Le drammatiche circostanze del suo intervento, tutto sommato, finiranno per dimostrare che era Kate ad avere torto.


QUELL’AUTOBUS E’ UN ALTRO
MONDO
Wilson è il titolare (ed unico dipendente) di una microscopica agenzia pubblicitaria. La sua grande occasione sembra arrivare quando una famosa agenzia di New York lo convoca, assieme a molti altri candidati, per valutare proposte relative ad un’importante campagna. Il viaggio verso la grande città viene organizzato: va tutto abbastanza bene, ma all’arrivo, complici il maltempo e il traffico demenziale, il taxi di Wilson procede a rilento. Affiancato da una autobus, Wilson ha occasione di assistere ad uno stranissimo evento (forse un omicidio): incerto sull’accaduto e preoccupato di non rovinare le sue possibilità professionali, finirà però per accantonare la cosa.


IO SEPPELLISCO I VIVI

Il giovane Michael Anderson si laurea in giornalismo e per sbarcare il lunario accetta di entrare come redattore al Neon Circus, una rivistaccia web di New York che si occupa di gossip, di scandali e disgrazie riguardanti le celebrità locali. Il suo compito è quello di scrivere necrologi sprezzanti e irriverenti: e il lavoro non manca perché di celebrità defunte ce ne sono sempre un sacco. I problemi iniziano quando Michael, arrabbiato e frustrato, scrive per ripicca il necrologio della caporedattrice che gli ha rifiutato un aumento: poco dopo la donna muore davvero…ma non sarà l’unica vittima dell’inesplicabile situazione.


FUOCHI D’ARTIFICIO UBRIACHI

Alden McCausland e la madre sono due vecchi ubriaconi, fortunosamente arricchitisi dopo la morte del capofamiglia. Possiedono una casetta delle vacanze sulle rive dell’Abenaki e lì vanno a trascorrere le loro estati. Quasi per caso vengono trascinati dai loro dirimpettai – italoamericani con probabili agganci mafiosi - in una specie di competizione annuale a base di fuochi d’artificio.
Stanchi di essere surclassati ogni Quattro Luglio, i McCausland finiscono per sperimentare qualcosa di veramente eccessivo.

Esilarante battaglia sbronza, senza morti né feriti… però con parecchi danni.


TUONO ESTIVO

Tarda estate: il quarantanovenne Robinson sta vivendo i suoi ultimi giorni, immerso nello splendore innaturale dei boschi e dei tramonti del Vermont. Qualche mese prima, all’inizio di giugno, una crisi politica è sfociata in catastrofe nucleare: le Nazioni della terra si sono allegramente bombardate, condannando il mondo intero. Robinson, che già ha perduto la moglie e la figlia, aspetta la fine inevitabile in compagnia di un bastardino dal pelo grigio, di un anziano e disincantato amico, e della sua vecchia moto. Rimessa a nuovo per l’occasione, sarà lei ad accompagnarlo verso l’eternità.



Commento
: Che meraviglia riprendere in mano un libro di Stephen King e ritrovare la qualità dei vecchi tempi!
Gli ultimi romanzi infatti (Revival in particolare) non mi avevano soddisfatto a fondo, in questa raccolta però ricompaiono quasi tutte le caratteristiche migliori della scrittura kinghiana, accanto a quella libertà - spalancata tra realismo ed immaginazione – che di solito rende così uniche ed appetibili le sue opere. L’orrore si immerge nel quotidiano, gli aspetti più banali dell’esistenza mostrano a sorpresa il loro lato inquietante e i mostri solo a volte vengono dallo spazio o da ignote dimensioni, perché in genere li scopriamo già al nostro fianco.
Molti racconti (Mister Yummy e Tuono estivo sono i miei preferiti) presentano atmosfere nostalgiche, opache, crepuscolari eppure forti: si ha un po’ l’impressione che qui persino la morte – vissuta, accettata o combattuta che sia – possa alla fin fine risultare alquanto dinamica.
I personaggi sono descritti a tutto tondo malgrado la brevità a cui il genere costringe, e alcuni di loro possono agevolmente rimanere nella memoria al pari di qualche protagonista  romanzesco: ma del resto a Stephen King scrivere racconti è sempre piaciuto molto.
Ciascuna storia è preceduta da quelle note bio-bibliografiche che personalmente ho sempre amato tantissimo, perché non solo descrivono la genesi della scrittura ma la inquadrano nella vita reale dell’autore, realizzando una sorta di diario intimo, sereno e disincantato che il Fedele Lettore non può certo trascurare.
In sostanza, direi che questo libro forgia saldamente l’ennesimo anello della catena che lega Big Steve ai suoi estimatori. Possa egli darci cose da leggere ancora per anni infiniti.
 
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