venerdì 29 luglio 2016

PASSEGGERI NOTTURNI, di Gianrico Carofiglio [Einaudi ed. - Stile Libero BIG, 2016; pag.98; per la copertina: Alessandro Gottardo (illustrazione), Riccardo Falcinelli (grafica)]



In breve: In una recente intervista Gianrico Carofiglio ha sottolineato come, per propria natura, lo scrittore sia una creatura assolutamente “indiscreta”: qualcuno che DEVE origliare le conversazioni, appropriarsi del mondo, osservare la gente. Ed è appunto così che ha realizzato questo libro: inglobando e assimilando la realtà prima di tradurla in significative parole da riversare sulla pagina.

Il contenuto: Il libro include trenta narrazioni brevi, ciascuna non più lunga di tre pagine. Alcune costituiscono veri e propri racconti; altre descrivono ricordi, esperienze o riflessioni personali dell’autore; molte sono paragonabili a piccoli (ma completi) saggi di argomento etico, giuridico, sociologico, storico, politico: a volte senza confini definiti tra l’una e l’altra categoria, cosicché il lettore possa decidere in proprio dove e in qual modo portare il pensiero.

-Quarto potere / -Draghi / -Aria del tempo / -Calligrafia / -Articolo 29 / -Un addio / -Confessioni 1 / -Confessioni 2 / -Il biglietto / -Tahiti / -Pezzi grossi / -Sinceramente / -Canestri / -Stanlio e Ollio / -La scorta / -Mario bis / -Poliziotto buono / -Contagio / -Binari / -La riduzione delle tasse / -Avvocati / -Profezie / -Tutta la verità / -Epitaffio / -Tranelli / -Scrivanie vuote / -Il riassunto / -Rane / -Nelle Ardenne / -Stanze

Commento
: Poco personaggio, molto uomo e scrittore, ormai Gianrico Carofiglio accompagna le mie esperienze di lettrice da quasi una decina d’anni. Ho iniziato a frequentarlo grazie ai romanzi con l’avvocato Guido Guerrieri, che rimangono i miei preferiti, ma in seguito ho imparato ad apprezzarlo più globalmente: qualunque cosa scriva, riesce a renderla bella, interessante, degna di essere scorsa con avidità e attenzione.
Gianrico Carofiglio è uno di quei rari autori che fanno sembrare la scrittura un’attività facile e piana (illusione creata dallo stile scorrevolissimo), mentre in realtà sottopongono alla considerazione del lettore storie tutt’altro che semplici o banali, riflessioni frutto tanto dell’intelligenza quanto dell’esperienza, pagine che talora – spesso – è cosa buona e giusta andare a riprendere più volte dopo una prima lettura.
Così, questo smilzo libretto si fa divorare in un’oretta ma garantisce di rimanere nella memoria molto più a lungo. Nel centinaio scarso di pagine che lo compongono trovano posto molti degli elementi tipici dello stile e della narratività di Carofiglio: l’attenzione alle cose e alle persone (che vengono non solo viste e udite, bensì guardate e ascoltate); l’amore per la verità (la cui ricerca è necessaria persino laddove sembrerebbe di dover preferire il suo contrario); il piacere del pensiero attivo; il peso affascinante, impegnativo, pericoloso e inquietante delle parole; la prosa che senza sforzo tende a sconfinare nella poesia.
Ciò che ne esce alla fine è un’immagine del mondo tutt’altro che buona e rassicurante: sempre onesta, però, non di rado illuminata da una fulgida ed ammirevole ironia.
E non mancano nemmeno alcuni sprazzi autobiografici, ugualmente canzonatori: Gianrico Carofiglio si prende sul serio solo quando è il caso, per il resto non nasconde mai di essere una creatura umana fallibile, dotata di incertezze, limiti e variabili virtù. Ma se si guarda allo specchio, quasi sempre ti invita a sorridere con lui.

© - Tutti i diritti riservati.

2 commenti:

  1. Penna illuminata, concordo su tutto, e pare esserlo anche quando scrive come saggista. Ho terminato proprio l'altra settimana il suo libro "L'Arte del Dubbio", manuale onesto e indispensabile per assumere le deposizioni testimoniali in sede processuale penale. La sua esperienza professionale è riuscita a confezionare un vero e proprio vademecum comportamentale che ti indica quali sono gli atteggiamenti da tenere, le pause da fare, gli errori da evitare durante gli interrogatori in Tribunale. Arte, quindi, che si affina con la pratica e l'esercizio costante. E a me è sempre piaciuto vedere l'arte di scrivere coniugata alla giustizia e agli uomini di diritto. Carofiglio ne è un nobile esempio.

    RispondiElimina
  2. In effetti a Gianrico Carofiglio non riescono bene solo i romanzi, ma un po' tutto quello che scrive.
    "L'Arte del Dubbio" è bello, e nella tua qualità di avvocato avrai saputo apprezzarlo anche più profondamente. Tra i saggi tu consiglierei anche "La Manomissione delle Parole", non nuovissimo ma sempre attuale: come in genere capita alla cose intelligenti e significative.

    RispondiElimina