mercoledì 29 giugno 2016

IL LIBRO DELLE COSE PERDUTE ("The Book of Lost Things", 2006), di John Connolly [Rizzoli ed., 2008; trad. di Stefano Bortolussi; pag.348]




In breve: Il romanzo bello e triste, divertente e avventuroso che moltissimi adulti vorrebbero aver già letto da ragazzi.

Trama
: Londra, fine anni Trenta. L'Inghilterra è in guerra, si moltiplicano i bombardamenti e la minaccia di un'invasione tedesca si fa sempre più concreta. Il dodicenne David però è tutto concentrato nel dolore e nella rabbia provocatigli dalla scomparsa della madre, morta di cancro dopo lunghe sofferenze. David vive l'incredulità per l'assurdo evento e il profondo dolore per l'assenza della persona che più aveva amato al mondo: sua madre era bella, allegra, intelligente, gli aveva trasmesso la grande passione per la lettura, ed ora David si chiede perché non ci sia più, perché abbia dovuto lasciarlo solo.

Le cose non migliorano quando dopo circa un anno il padre di David si risposa e la nuova moglie Rose gli dà un altro figlio, il piccolo Georgie. La famiglia si trasferisce in campagna, nella grande casa che da generazioni appartiene alla stirpe di Rose; qui David continua a nutrire tutti i cattivi sentimenti che lo stanno avvelenando - sofferenza, rabbia, gelosia, rancore - e trova conforto nell'unica cosa bella che gli è rimasta: i libri, tanto quelli che ha portato da Londra quanto quelli ben più antichi che ha trovato in casa. Gradualmente però la realtà di David si popola di strani fenomeni: i libri bisbigliano, dietro i vetri delle finestre compare l'ombra indistinta di un Uomo Storto e i rampicanti del muro esterno sembrano voler invadere la sua camera da letto. Infine una notte, mentre dal cielo cade un
bombardiere tedesco abbattuto, David trova in un angolo del giardino il passaggio per un altro mondo: è il regno di Altrove, cupo, decadente e pericoloso. Lì David farà molti incontri e vivrà numerose avventure, seguendo sostanzialmente un percorso di crescita interiore e di arricchimento morale che farà di lui un essere umano migliore e meno egoista, pronto ad affrontare, nel bene e nel male, tutto il resto della vita. Alla fine di un lungo viaggio, a tratti drammatico, a tratti umoristico, David riesce infatti a tornare indietro; ha sviluppato qualità più positive, accetta finalmente la nuova vita e la nuova famiglia, e si appresta ad essere ciò che sarà: un uomo adulto e responsabile, un figlio (di Rose anziana sarà lui a prendersi cura sino alla morte), ed anche un marito e un padre. Un essere umano circondato da altri esseri umani che verranno e che lo lasceranno, e infine un uomo vecchio e malandato che morendo tornerà in spirito al mondo felice che tanti anni prima la sua immaginazione aveva creato e custodito.



Commento: Prima di leggerlo per la prima volta, qualche anno fa, questo libro mi aveva provocato qualche crisi d'ansia: mi chiedevo cosa ne sarebbe stato del mio rapporto con John Connolly al di fuori del ciclo di Charlie Parker, quello con cui ho imparato ad amare la sua narratività e il suo stile. Dopo averlo affrontato, però, ogni timore è risultato vano: il romanzo non solo rispetta pienamente le consuete abilità connolliane, ma in assoluto è anche uno dei più belli che io abbia mai letto.
Certo, è una specie di favola in cui la fantasia corre libera e veloce, per cui se il genere non piace, non piacerà nemmeno il romanzo. Ma si tratta comunque di una fiaba nerissima in cui l'immaginazione e la profondità gareggiano tra loro, dando vita ad un risultato splendido e terribile. E' un grande omaggio metaletterario: un classico libro fatto di libri. Il Fedele Lettore riconoscerà inoltre molti punti di contatto con Stephen King: alcuni precisi e decisamente voluti, altri impalpabili come brezza marina, tutti comunque interessanti e significativi (per citarne uno solo fra tanti: il bambino protagonista della storia legge il "
Childe Roland" di Robert Browning).
Il viaggio di David somiglia un po' a quello di Alice nel Paese delle Meraviglie: se si vuol far prevalere la razionalità, si può pensare che David ferito a causa dell'aereo caduto, durante il coma abbia sognato le sue mille avventure; se invece si vuol lasciar libera la fantasia, si può immaginare che David abbia veramente vissuto tutto, i pericoli, i momenti divertenti, le esperienze. Ma in fondo ciò non è importante.

Quel che è certo è che il regno di Altrove risulta in gran parte determinato dalle conoscenze di David e finisce per essere popolato di elementi che derivano dalle sue letture: re, regine e cavalieri, perché quel tipo di storie gli sono sempre piaciute, ma anche un carro armato della Prima guerra mondiale o Nani ispirati dall'ideologia comunista, perché altri libri gli hanno fornito questi elementi, benché incongrui o non compresi a fondo.

Ad arricchire il festival della citazione (in cui manco a dirlo io mi sono crogiolata con sommo gaudio) ci sono poi le fiabe: tutte le più famose, seppur spesso un po' stravolte. Biancaneve ad esempio è una cicciona insopportabile di cui i Nani non riescono a liberarsi (stanno risparmiando per corrompere un Principe che se la prenda... ), mentre Cappuccetto Rosso è cresciuta ed è diventata uno schianto di ragazza che ad un certo punto ha deciso di farsi il lupo.

In mezzo alla foresta vive una Cacciatrice che per avere sempre nuove prede crea ibridi umano-animali (come il dottor Moreau), e intanto villaggi e campagne sono minacciati da una temibile Bestia che alla fin fine pare uscita dritta da "
Tremors". Lo so, a differenza delle precedenti queste cose non erano note negli anni Quaranta: il fatto è che a John Connolly piace tanto giocare, e in ogni caso lo fa sempre in modo intelligente, persino attraverso la trasgressione. Il miglior amico che David incontra ad Altrove, ad esempio, è un cavaliere errante di nome Rolando: prode, saggio, tormentato... e gay, tanto che la missione di cui si è autoinvestito riguarda non il combattimento contro mostruose creature, non la ricerca di
favolosi o mistici tesori, né tantomeno il salvataggio di bionde donzelle, bensì la ricerca dell'amato Raphael, partito per i motivi sbagliati verso un'impossibile impresa.
Quando David scopre la vera natura di Rolando, il colpo è duro e implicitamente gli riporta alla mente i timori indistinti provati quando nel suo mondo era scomparso un bambino, poi ritrovato morto vicino ai binari della ferrovia (e vittima di violenza, anche se questo David non lo aveva pienamente capito). Tuttavia Rolando è innanzitutto un amico e parlando con lui a cuore aperto David capisce che le inclinazioni personali non hanno relazione diretta con i cattivi comportamenti: in altri termini, un omosessuale non è necessariamente un pervertito.

E' il concetto di tolleranza ed è comunque uno dei tanti insegnamenti che derivano a David dal suo viaggio avventuroso: per come vanno attualmente le cose, non è neanche uno dei meno importanti.


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